Artiglio del diavolo
Artiglio del diavolo: una alternativa ai farmaci contro il dolore
L’artiglio del diavolo è una pianta di cui si utilizzano le radici secondarie per le proprietà mediche. Contiene: iridoidi, fitosteroli, triterpeni, flavonoidi, esteri eterosidico fenilpropanici, stachiosio, raffinosio, arpagochinone.
Le attività principali riconosciute sono: antiinfiammatoria, analgesica, spasmolitica.
Perché si usa l 'Artiglio del diavolo?
Si usa in caso di reumatismi cronici, dispepsia, spasmi intestinali.
È una pianta originaria delle Namibia utilizzata dalle popolazioni indigene, per la febbre e nei disturbi digestivi e per favorire le contrazioni nei parti difficili.
L’artiglio del diavolo si usa tradizionalmente nel trattamento dei dolori articolari. Il suo impiego ha una azione diretta sul dolore e sulla infiammazione. La sua azione si estende a tutte le affezioni muscolo-scheletriche, nelle lombosciatalgie, nelle patologie tendinee.
Studi clinici recenti, hanno dimostrato che il 60% pazienti trattati con l’artiglio del diavolo, ha potuto evitare o diminuire il consumo di farmaci antiinfiammatori.
La somministrazione orale di questa pianta può essere utile nell’inappetenza e nella dispepsia.
Come si usa l'Artiglio del diavolo?
- Estratto secco: 600-1200 mg al giorno.
- Tintura madre: 50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.
Le controindicazioni
- In soggetti sensibili può causare diarrea, cefalea e allergie cutanee.
- Non assumere se affetti da ulcera gastrica e duodenale.
- Da usare con cautela se si ha il reflusso gastro esofageo.
- Non utilizzare in gravidanza. Compatibile con l’allattamento solo con prescrizione medica.
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Può interferire con farmaci anticoagulanti, per la pressione, ipoglicemizzanti, antiaritmici, incluso beta bloccanti e digossina

