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Sicurezza a Milano: è ora di passare dalle parole ai fatti

Sicurezza a Milano: è ora di passare dalle parole ai fatti

I fatti di cronaca registrati a Milano tra il 17 e il 18 ottobre 2026 rappresentano soltanto l'ultimo, drammatico capitolo di una crisi di vivibilità e sicurezza che la città non può più far finta di non vedere. Episodi di violenza urbana, aggressioni a scopo di rapina e scontri di strada si susseguono ormai con una frequenza quotidiana, trasformando intere aree urbane in zone a sovranità limitata dove le leggi dello Stato paiono non avere più alcun valore.

Le immagini e le cronache del weekend appena passato hanno mostrato una Milano fragile, ostaggio di una microcriminalità e di una delinquenza di strada sempre più aggressive e prive di ogni scrupolo. Non si tratta di episodi isolati o di percezione amplificata dai media, ma della cruda realtà vissuta giorno dopo giorno da cittadini, lavoratori e commercianti che quotidianamente alzano la saracinesca.

Commercianti sotto attacco: l'esperienza simbolo della Parafarmacia Bosciaclub a Rogoredo

Per capire come la situazione sia progressivamente sfuggita di mano, basta guardare a quartieri simbolo della periferia milanese come Rogoredo. Qui la presenza di piazze di spaccio e il continuo afflusso di sbandati e malintenzionati hanno creato un clima di costante tensione.

Significativa, in questo contesto, è l'esperienza accumulata negli anni dalla Parafarmacia Bosciaclub di Rogoredo. Negli ultimi anni e nei mesi precedenti agli ultimi gravi fatti di ottobre, questo presidio di salute e servizio per il quartiere ha dovuto fronteggiare un'escalation intollerabile di minacce, tentativi di furto, molestie e comportamenti aggressivi da parte di individui che stazionano abitualmente nella zona. Operare in simili condizioni significa lavorare nell'angoscia, dovendo investire ingenti risorse in sistemi di protezione privata solo per garantire la sicurezza del proprio personale e dei clienti. Quello che dovrebbe essere un punto di riferimento tranquillo per il cittadino si trasforma così in una trincea quotidiana.

Un cambio nelle regole d'ingaggio per le forze dell'ordine

Di fronte a questo scenario, i consueti proclami istituzionali, i tavoli tecnici e le passerelle politiche non bastano più. Affermare che "è ora di passare dalle parole ai fatti" significa esigere interventi strutturali e immediati, a partire da una riforma sostanziale della gestione dell'ordine pubblico.

È indispensabile e urgente una revisione delle regole d'ingaggio delle forze dell'ordine. Polizia, Carabinieri e Polizia Locale devono essere messi in condizione di operare con strumenti normativi, operativi e tutele legali adeguati per contrastare la delinquenza in modo incisivo. Oggi, troppo spesso, le forze dell'ordine si trovano a operare con le mani legate, mentre chi commette reati violenti beneficia di un sistema che garantisce una sostanziale impunità a breve termine, con arresti che si risolvono nel giro di poche ore in un immediato ritorno in strada. I delinquenti devono essere tolti dalle strade e messi in condizione di non nuocere.

Il rischio per il tessuto sociale ed economico della città

Se le istituzioni non interverranno con determinazione e concretezza, le conseguenze per Milano saranno irreversibili. Il rischio immediato è l'abbandono da parte di negozianti ed esercenti: quando l'attività d'impresa diventa un pericolo per la propria incolumità fisica, la scelta obbligata per molti sarà chiudere o trasferirsi altrove.

La chiusura dei negozi di vicinato priva i quartieri del loro presidio naturale, aumentando il degrado e lasciando ancora più spazio alla criminalità. Senza sicurezza non vi può essere né sviluppo economico né coesione sociale: se si continua a tollerare il degrado e la violenza, la Milano sicura, accogliente e attrattiva rimarrà soltanto un ricordo del passato.

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