Crespino
Crespino: una droga vasocostrittrice e antispasmodica.
Il crespino è una pianta medicinale, chiamata anche con il nome latino Berberis vulgaris. Appartiene alla famiglia delle Berberidacee. Vengono usate la corteccia della radice, le foglie ed i frutti per estrarre gli alcaloidi, quali la berberina e la oxyacantina, le resine, i tannini e l’amido.
Le proprietà del crespino sono di tipo ipotensivo, emostatico, vasocostrittore e antispasmodico.
Quali sono le indicazioni del Crespino in fitoterapia?
Il crespino viene impiegato nelle metrorragie, per trattare i calcoli renali, la ritenzione urinaria e come depurativo del sangue.
È la berberina un alcaloide dal forte colore giallo responsabile delle attività della droga. Già nell’antichità veniva usato per trattare le metrorragie in menopausa e nella dismenorrea.
Le proprietà della berberina, amaro toniche, ne consentono anche un uso come digestivo e come stimolante della funzione epatica.
I frutti vengono usati anche per preparare una bevanda rinfrescante e ricca di vitamina C, spesso associata alla rosa canina.
In passato, è stata usata sia per trattare l’intossicazione da morfina in associazione all’enula campana sia gli stati febbrili in corso di malaria. Veniva infatti usata in sinergia con la chinina.
Il crespino è inoltre utile nel trattamento delle lesioni della pelle della Leyshmania tropica.
Per le proprietà battericide è oggi usata in oftalmologia nel trattamento della congiuntivite.
Come usare il la Berberis Vulgaris?
- Infuso: 40 grammi di corteccia in un litro di acqua: 3 tazze al giorno tra i pasti. In alternativa 2 cucchiaini di droga da frutti e foglie in tazza di acqua, fino a 3 tazze al giorno.
- Estratto fluido: 50 gocce al giorno
- Tintura madre: 5-10 gocce in acqua fino a 3 volte al giorno.
Le controindicazioni del Crespino
- Mentre l’assunzione di frutti e foglie non ha dimostrato una tossicità la radice, se si superano le dosi consigliate. Le dosi elevate di berberina possono provocare nausea, problemi gastrici, vomito e diarrea.
- Una intossicazione può anche essere responsabile di una azione deprimente a livello cardiovascolare e respiratorio.
- Non va assunta in associazione a farmaci respiratori e cardiologici.
- Non deve essere somministrata a bambini, in gravidanza e durante l’allattamento.
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