Salice piangente
Salice piangente: una droga efficace in caso di dolori muscolari e alle ossa
Il salice piangente è una pianta di cui vengono utilizzate le cortecce dei rami di 2-3 anni per le proprietà mediche. Contiene glucosidi dell’acido salicilico, fenoli e acidi fenolici, flavonoidi.
Le attività principali riconosciute sono analgesiche, antispasmodiche, antipiretiche.
Perché si usa il Salice piangente?
Si usa nella fibromialgia, artralgia, nelle forme reumatiche croniche, nell’insonnia.
La corteccia di salice è conosciuta per le proprietà antipiretiche, antireumatiche e antispasmodiche. Questo grazie all’attività dei glucosidi salicilici ad azione antalgica e antiflogistico.
Conosciamo tutti le proprietà dell’acido salicilico che inibisce la sintesi delle prostaglandine. Oltre alle attività analgesiche, antipiretiche si segnala anche una attività inibente l’aggregazione piastrinica.
Può essere utilizzata anche nel mal di testa.
Come si usa il Salice piangente in fitoterapia?
- Infuso: 5 grammi in tazza bollente. 1 tazza prima di ogni pasto e prima di coricarsi.
- Decotto (corteccia): 2-3 grammi di droga in acqua fredda, portare ad ebollizione e filtrare dopo 5 minuti. Una tazza 3 volte al giorno.
- Estratto secco: 1 capsula 1-3 volte al giorno
- Tintura madre: 40 gocce diluite in acqua 1-3 volte al giorno.
Le controindicazioni dei rimedi a base di salice
- A differenza dell’acido acetil salicilico (Aspirina) le proprietà antiaggreganti sono più deboli e pertanto incapaci di interagire con altri farmaci. Ad ogni modo a dosaggi elevati è opportuno fare attenzione ne pazienti che assumono farmaci anticoagulanti.
- Anche se raramente possono insorgere irritazioni alla mucosa gastrica dopo l’assunzione prolungata.
- Non usare durante l’allattamento.
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