Un tragico errore: scambiare un melanoma per un innocuo neo. Una svista che è costata la vita ad una donna di 31 anni. Per questo otto medici salentini sono nei guai: per loro il Gip di Lecce ha predisposto l'imputazione coatta ed ha respinto la richiesta di archiviazione delle indagini chiesta dal pm. Secondo le accuse alla donna, un'ingegnere di 31 anni, il tumore venne diagnosticato molto in ritardo nelle strutture di Ancona e Milano, dove la giovane, morta nel 2011, si era rivolta dopo la diagnosi avuta all'ospedale salentino di Maglie.
Nei: diagnosticano il cancro in ritardo
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